I prodotti - Latteria Bera

I profumi sono i veri protagonisti da noi in negozio. Non mi stancherò mai di sorridere quando entrando, clienti e i turisti annusano l’aria, ed esclamano ad occhi chiusi:
“Come nelle vecchie latterie di un tempo”, “questi profumi mi riportano indietro nel tempo a quando ero piccolo”.

Ogni volta che sento questi commenti mi si apre il cuore, e capisco quanto amo il mio lavoro e il mio progetto.  
Da noi in negozio i profumi sono scanditi da ciò che facciamo (panna montata),
da ciò che tagliamo (parmigiano reggiano) e dagli arrivi di particolari prodotti.

I profumi da noi in negozio sono fatti da:

– dalle circa 70 tipologie di formaggi diversi. È un negozio il cui assortimento, come direbbe Italo Calvino, sembra documentare ogni forma di latticino pensabile.
Specialmente quando tagliamo il Parmigiano Reggiano il negozio viene invaso da un profumo di latte denso, di burro e di dado;

– dalla piccola selezione di salumi artigianali. Il profumo speziato della carne del ciauscolo, un famoso salame marchigiano,
o della salsiccia di Bra hanno sempre la meglio sugli altri;

– dall’arrivo del pane il martedì e il giovedì. Un profumo di farina e di tostato avvolge il negozio e invoglia all’assaggio.
Proviamo a trattenerci, ma il profumo che sprigionano i grossi sacchi di carta è qualcosa di irresistibile;

– dalla panna montata che montiamo al momento. Il profumo di latte fresco e burro si mescolano con il profumo dello zucchero a velo e della vaniglia.
Questo mix di profumi inebria tutto il banco dei formaggi e permane per qualche minuto. Semplicemente sublime.

FORMAGGI

Non amo avere una selezione fissa, amo conoscere e far scoprire gusti diversi ai miei clienti.

Per questo motivo chi viene a trovarci una seconda volta non troverà mai gli stessi formaggi della volta precedente.

Come anticipato prima abbiamo una scelta che si aggira sulle 70 tipologie di formaggi diversi. Per la maggior parte italiani e con un focus particolare sulla tradizione locale.

Tome, blu, gorgonzola, formaggi stagionati, pecorini, tre tipi di parmigiano reggiano.

Privilegio piccoli produttori e sono attenta e interessata ai presidi Slowfood. La vasta selezione di formaggi di capra è dovuta a una mia forte passione per il genere.

SALUMI

Da un paio di anni ho deciso di introdurre una piccola selezione di salumi, in continua crescita.

Amo assaggiare e fare ricerca e fino a quando non trovo il prodotto perfetto per me e per i miei clienti non procedo all’acquisto.

La selezione dei salumi è diversa da quella dei formaggi e quando trovo qualcosa che davvero mi piace lo rendo continuativo.

La selezione annovera: prosciutto cotto, tre prosciutti crudi (Cuneo, Parma, San Daniele), lardo della valle d’Aosta, Guanciale, salame cotto piemontese, salami piemontesi e marchigiani, salsiccette semi stagionate e ciauscolo marchigiano, pancetta arrotolata e salsiccia di Bra.

PANE

Essendo principalmente una latteria non troverete il pane tutti i giorni, ma in specifici giorni della settimana.

Sono pani che si conservano a lungo, anche per 5 o 6 giorni ma se volete prenderlo proprio fresco vi consiglio di venirci a trovare il martedì pomeriggio per il pane di Susa, il mercoledì mattina per il pane toscano di Altopascio, il giovedì pomeriggio per il pane di Altamura del panificio di Gesù e pane di Matera del forno Pane e Pace.

Piccoli artigiani, piccoli forni per pani unici e dai mille profumi.

PASTA FRESCA

Da un po’ di tempo collaboriamo con un pastificio di Villarbasse, vicino a Torino da cui prendiamo pasta fresca della tradizione italiana e piemontese.

Plin, agnolotti, ravioli di magro, tajarin, gnocchi e mini cappelletti da brodo.

OLIO E SOTTOLI

La selezione spazia dai prodotti in vasetto tipici della nostra tradizione piemontese (bagnacauda, acciughe al verde, antipasto di verdure), alle meravigliose e coloratissime giardiniere di Morgan, a specialità liguri (carciofini, pesto, olive, olio extravergine, olio di olive taggiasche), a specialità siciliane (caponata, pomodori secchi, olive, pesto di pistacchio), olio marchigiano e olio pugliese, per concludere con acciughe del Cantabrico (confezionate e sfuse), con il tonno rosso, ventresca di Carloforte e anguilla marinata di Comacchio.

In inverno non manca mai il tartufo bianco piemontese!

DOLCI TIPICI

Da vere golose non potremmo non avere una vasta selezione di biscotti e dolcini tipici della tradizione piemontese.

Paste di meliga, brutti ma buoni, torta di nocciole con e senza farina aggiunta, torrone morbido e torrone friabile, panettoni, colombe.

Un particolare focus va su gianduiotti, cremini e creme spalmabili che rispettano le ricette tradizionali: senza latte aggiunto! La percentuale di nocciola è alta e il profumo della nocciola è ben percepibile. Tutte le specialità sono artigianali.

Nel periodo di Carnevale non mancano mai ovviamente le bugie cotte al forno, fritte e quelle ripiene di una gustosissima marmellata di albicocche.

Una chicca che dovrebbe essere decretata come bene dell’umanità sono i Droneresi della pasticceria Brignone di Dronero. Soffici meringhe ripiene di crema gianduia o crema al rhum. Possono essere di vero conforto in giornate no! Assolutamente da provare.

TARTUFO PIEMONTESE

Il tartufo è radicato nella tradizione culinaria piemontese.

Meraviglioso accompagnamento per uova al paletto, carne cruda o tajarin freschi, è un piccolo grande tesoro che non sempre è semplice trovare buono e a prezzi ragionevoli.

Da un paio di anni abbiamo un nostro tartufaio di fiducia. Da quando l’ho trovato non l’ho mai più lasciato. Qualità sempre altissima e prezzi nella media. Possibilità anche di spedizione.

PANNA MONTATA

Facciamo la panna montata con gli ingredienti di sempre, la solita panna liquida di sempre e con la ricetta avviata da mia nonna e mia zia.

Anche la planetaria non è mai cambiata, ormai diventata storica e un oggetto che completa l’arredamento del negozio oltre che l’offerta di prodotto.

Solida, consistente, profumata, dolce ma non troppo e con un sapore di latte fresco.

Spuntino delizioso da passeggio ma anche da portare a casa per completare dolci, o semplicemente da prendere con il caffè o con la cioccolata calda d’inverno.

ZABAIONE

Ho sempre adorato questa spettacolare crema calda fatta di pochi ingredienti ma buonissimi.

Ho sempre adorato il contrasto fra l’uovo e il marsala e per me, ammetto, lo zabaione deve essere alcolico.

Il Marsala, o il vino passito devono sentirsi. E devono sentirsi bene. Gli zabaioni in vasetto non sono mai all’altezza del vero zabaione.

Da circa un anno ho trovato un tesoro! Uno zabaione che si avvicina molto a quello originale, che possiamo servire caldo ai nostri clienti o possiamo venderlo sfuso da portare a casa e farlo successivamente scaldare a bagnomaria.

Un genere di conforto che regala tanta felicità a chi lo assaggia.

Curiosità: pare che lo zabaione sia nato proprio qui a Torino. E sapete dove? nella chiesa di San Tommaso, chiesa a due passi dal nostro negozio e che dà il nome alla via. Un ritorno alle origini insomma, un destino che dopo centinaia di anni ha riportato lo zabaione stesso alla sua casa natale. Quello che voglio dire è che era probabilmente scritto nel destino che il negozio dovesse vendere e divulgare lo zabaione!

Qui di seguito in breve riporto la sua “storia”. La leggenda locale vede protagonista il frate francescano Pasquale Bylon.

“Attorno alla figura di questo Santo si è formata una leggenda, cara ai torinesi, che lo vuole inventore dello zabaione. Proprio dalla storpiatura in piemontese del suo nome, Pasquale Bylon – sambajon – deriverebbe appunto il nome di questa deliziosa bevanda, a base di tuorli d’uova, zucchero e marsala. In effetti lo zabaione sarebbe nato nel XVI secolo: in quegli anni a Torino già era presente la comunità di frati francescani dell’attuale chiesa di San Tommaso, all’angolo tra Via Pietro Micca e Via Monte di Pietà.  Uno dei fraticelli del Convento sarebbe stato proprio il nostro Pasquale de Baylon. Pare che fosse stato lui ad aver creato la ricetta di quella squisita crema all’uovo, subito rivelatasi come un portentoso afrodisiaco naturale. Molte donne dell’epoca iniziarono a procurarsi la benefica bevanda al Convento, ed il suo successo fu così repentino ed eclatante da andare letteralmente a ruba. Presto impararono a produrselo da sole, tramandandone la ricetta di madre in figlia, quale rimedio insuperabile per quei mariti che si rivelavano un po’ disinteressati ai loro doveri coniugali. La fama dello zabaione fu così incontenibile che uscì dai confini del ducato sabaudo, diffondendosi nel mondo intero. In piemontese lo zabaione si chiama tuttora “sambajon”, e la storpiatura del nome del nostro frate di Baylon, poi santificato, è quanto mai evidente. E a noi piace credere in questa leggenda e pensare che la ricetta dello zabaione sia un piccolo ma stupefacente miracolo di un grande santo vissuto anche a Torino.”